Il Palio di Legnano edizione 2018, svoltosi il 27 maggio scorso, è stato vinto dalla contrada della Flora, rappresentata dal fantino Sanna Gavino in sella al suo cavallo “Escobar”, che hanno gareggiato come sempre davanti ad un pubblico di gente fremente.

Un evento annuale ricco di storia che affonda le sue radici nell’importante fatto d’armi risalente al 29 maggio del 1176, ovvero la “battaglia di Legnano”, quando i comuni alleati nella Lega Lombarda riuscirono a vincere l’esercito imperiale di Federico I detto il Barbarossa.

La prima edizione in assoluto, che fu chiamata “Festa del Carroccio“, risale al 1932 e fu costituita da una sfilata in costume d’epoca e da una gara ippica.

La città per l’occasione venne divisa in contrade, come nella tradizione senese, dieci inizialmente, che presto si ridussero ad otto.

La contrada, letteralmente “gruppo di case attorno ad una strada”, è un quartiere storico della città che ha la propria sede nel maniero, epicentro della vita associativa e delle attività oltre che luogo nel quale sono custodite tutte le armi, gli ornamenti ed i costumi che vengono utilizzati nella sfilata storica.

La guida della contrada è affidata alla reggenza composta dalle tre cariche più importanti che sono il Capitano, la Castellana e il Gran Priore.

Le otto contrade nelle quali è suddivisa la città di Legnano invece  sono: La Flora, Legnarello, San Bernardino, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant’Ambrogio e Sant’Erasmo.

Uno degli elementi più caratteristici ed importanti del palio è costituito dalla sfilata storica nella quale si condensano mesi e mesi di preparazione e di lavoro effettuato nei manieri.

La sfilata, che come la gara ippica si svolge l’ultima domenica di maggio, è composta da oltre 1200 figuranti che indossano costumi e portano oggetti d’epoca realizzati esclusivamente secondo le prescrizioni dettate da un apposita commissione che vaglia preventivamente l’attinenza degli abiti e degli ornamenti rispetto al periodo rappresentato.

Ogni contrada, nell’ambito della sfilata che attraversa la città da est ad ovest, svolge un tema predefinito che raffigura un aspetto della vita medioevale, da quello riferito alla vita militare a quello contadino, passando attraverso la vita dei cortigiani o quella degli artisti di strada, musici e giocolieri senza tralasciare il mondo della magia.

In coda sfila il Carroccio scortato dai fanti e dalla celebre Compagnia della morte che chiude il corteo.

La compagnia della morte è capitanata dal leggendario condottiero Alberto da Giussano il cui monumento, opera dello scultore Enrico Butti, è diventato simbolo della città.

La mattina, prima della sfilata e della corsa, in piazza San Magno sul carroccio si celebra la messa che è seguita dall’investitura religiosa dei Capitani e dalla benedizione dei cavalli e dei fantini che correranno il Palio.

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