Se tutti noi siamo abituati a pensare alla Sardegna per le sue spiagge e le acque tranquille sappiate che un trekking a cavallo è un ottimo modo per scoprire la parte selvaggia dell’isola soprattutto in un week end fuori stagione dove la calura estiva è ormai smorzata e le temperature sono perfette per godere di una giornata in sella.

Atterriamo ad Olbia, e con un’auto a noleggio raggiungiamo, dopo un’ora circa Dorgali, il paesino dell’interno vicino alla più nota meta estiva Cala Gonone. Qui, nella zona di Toloi, ci attendono Antonio e suo zio Mario, che nelle settimane antecedenti questo trekking ne hanno studiato la fattibilità e tappe.
Quick e Nero non stanno nella pelle e di buon trotto usciamo dal paese attraversando la vecchia galleria, alla cui uscita si staglia un’incredibile vista sul mare.

 

 

Per circa due ore costeggiamo parzialmente la costa, percorrendo una pista lenta, la vecchia via carbonaia, usata per intraprendere appunto gli scambi commerciali grazie a carri trainati da forti buoi.
Deviamo verso l’interno, attraversando la Foresta di Ghivine, per raggiungere il luogo dove sosteremo per il pranzo. Arriviamo all’ovile di Su Ta Terra, una costruzione circolare dal basamento in pietra viva ed il tetto in ginepro: costruzioni rudimentali ma molto efficaci ed affascinanti. Qui vive ancora un anziano, che ci accoglie festoso a suon di maialetto e cannonau…non capita tutti i giorni di ricevere dei forestieri da queste parti…

 

 

Ci rimettiamo in sella per scendere fino al mare: dopo una discesa rocciosa abbastanza impegnativa dove dobbiamo condurre i cavalli a mano, arriviamo a Cala Luna…lo spettacolo del mare al tramonto non è mai scontato e ci attardiamo nelle grotte che si aprono imponenti nella parete rocciosa.

 

 

Al punto ristoro carichiamo mangime e fieno per i cavalli e li abbeveriamo lungamente… fino a domani tra le montagne impervie non troveremo più acqua.
La ripida salita, che passa accanto allo scenico arco di Lupiru, ci porta al nostro bivacco notturno, lo storico ovile di Bilia Mereu. Ci troviamo quasi i 1000 mt di altezza, ci occorrerà il fuoco ed un caldo sacco a pelo per la notte.
L’ovile abbandonato da decenni, ma ancora in perfetto stato, dove passiamo la notte, apparteneva ad un pastore che viveva totalmente isolato dal mondo con le sue capre. La gente del luogo tramanda le voci di un uomo dall’aspetto gigantesco ed una forza sovrumana… forse l’ultimo dei giganti?. Le leggende d’altronde hanno sempre una base di veridicità… e Mario ci delizia coi suoi racconti fino a notte inoltrata..

Ci svegliamo con il primo raggio di sole che entra prepotente dall’uscio senza porte rivolto ad est, caffè sul fuoco…a qualche comodità non si rinuncia…e di nuovo in sella continuando a percorrere l’antica via carbonaia.

 

 

 

Rimaniamo stupiti dalla pulizia del sottobosco, accuratamente “potato” dai tanti animali che incontriamo liberi lungo il percorso: capre, pecore, cavalli, maiali, mucche … compresa quella striata che scopriamo essere di una linea di sangue indigena, molto rara.
Troviamo finalmente acqua per i cavalli che si riprendono in fretta e ripartono a passo spedito fino alla sosta per il pranzo presso una piccola struttura ricettiva, l’ovile Carta, primo segno di civiltà da quando siamo partiti.
Ci affrettiamo, la strada è ancora lunga. Il paesaggio cambia, i pascoli ed i corsi d’acqua dell’altopiano di Baunei prendono il posto delle pietraie percorse fino a qui.

 

 

Dobbiamo affrontare ora qualche km di strada asfaltata, La Orientale Sarda fino a Irzulei ma i nostri cavalli si comportano in modo impeccabile, come sempre.
Sulla strada sostiamo ad un bar per una ichnusa e qualche chiacchiera.
Ultimo sforzo fino alla sosta serale, percorrendo una scenica strada che ci porta nuovamente  oltre i 1000 mt, dove un recinto comodo e cibo abbondante attende i cavalli…e per noi un’altra notte “impatto zero” :-p

Al risveglio il cielo è tetro, minaccia pioggia ed il vento è gelido ma ormai nulla ci può intimorire e con i cavalli freschi e ben riposati ci dirigiamo verso ovest e arriviamo fino all’altipiano dove ammiriamo i resti delle famose “tombe dei giganti”, costruzioni nuragiche risalenti  risalenti al 1800 a.C. circa, e sullo sfondo il bel Monte San Giovanni Montenuovo.

 

 

Da qui scendiamo lentamente conducendo i cavalli a mano lungo un sentiero tortuoso, ancora una volta i nostri fantastici compagni di viaggio non si smentiscono, dimostrando una saggezza che parla di un grande legame ancestrale con queste terre.

 

 

Guadiamo il fiume Fiumenedda, attraversiamo il territorio dell’Ente Foreste, la diga di Olai e siamo quasi giunti al termine del nostro viaggio, abbiamo infatti completato il nostro “triangolo” arrivando nei pressi di Orgosolo, tristemente nota in passato per il banditismo.
Nel primo pomeriggio giungiamo al galoppatoio, dove ci rifocilliamo in attesa che il camion venga a caricare i cavalli per riportarli a Dorgali.

 

 

 

Noi rientriamo invece in macchina, concedendoci una sosta per un tè caldo proprio a Orgosolo, ormai cittadina visitata dai turisti per i suoi murales.
Stanchi ma felici in macchina crolliamo addormentati, quindi non c’è molto che possa dirvi sulla strada che ci riporta a Dorgali ma una volta arrivati la mamma di Antonio ci riempie le braccia di leccornie per portare un po’ di Sardegna anche a Milano…

Ringraziamenti:
Un grazie particolare va ad Antonio che ha reso tutto questo possibile… vi svelo un segreto, sembra burbero ma in realtà non lo è, a Mario che è una specie di Rambo in grado di prepararti il the al limone in mezzo al nulla e che conosce questi luoghi a menadito… mi devo scusare con lui per non aver pubblicato foto sue, ma oltre al resto ha fatto anche il fotografo, a Quick che si è fidato di me per 3 giorni, a Nero, che ha sopportato Fausto e si è mangiato la mia porzione di melone, a Mosè, nostro battistrada, in grado di andare ovunque e comunque, a Pippinu, il vecchietto del gruppo, che poveretto ha fatto un capitombolo ma ne è uscito indenne, alla mamma e papà di Antonio, agli zii, cugini e parenti che in seconda linea si sono prodigati affinché tutto riuscisse bene.
Un grazie di cuore a tutti!!

 

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